SO… FASHION

Si è chiusa da poco la Settimana della Moda di Milano.

Come sempre è stato un vero piacere scoprire in anteprima le novità delle collezioni che spopoleranno il prossimo inverno. Anche questa volta mi sono divertita di più a sbirciare nei backstage delle sfilate, dove si respira sempre un’aria speciale -oltre che a un po’ di sano stress- . E mi sono gustata a pieno tutte le stravaganze e le ultime tendenze degli outfit degli invitati e degli ‘addetti ai lavori’.

My MFW, February 2019

DAY ONE

Denim Jumpsuit Primark

Bag Camaieu

DAY TWO

Total look Primark

DAY THREE

Total look Bershka #bershkacollection

DAY FOUR

Coat SheIn

Bag Mariella

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MILANO FASHION WEEK 2019: SFILA LO STREETSTYLE

La Milano Fashion Week 2019 è giunta al termine e anche quest’anno, come ogni volta, ci ha emozionato e fatto sognare. Sia quella vista sfilare sulle passerelle che quella che regna incontrastata tra i marciapiedi e le strade più fashion della città, nelle interminabili attese tra una runway e l’altra.

Sfidando il freddo e il gelo, influencer blogger e fashioniste hanno sfoggiato outfit decisamente degni di nota: colorati, sofisticati, estrosi e sempre impeccabili. Studiatissimi nei minimi dettagli. Tutti look così cool che impazzano sul web da giorni, rimbalzando da un social all’altro, conquistando mezzo mondo e dettando nuove tendenze a cui ispirarsi.

Eccone alcune da cui prendere spunto.

Ruches: super femminili, fanno l’occhiolino increspandosi su capi e accessori di ogni genere. Sono l’ideale per un mood romantico ma grintoso, capace di distinguersi puntando sulla classe e l’eleganza.

Animalier: ideale per imprimere carattere anche al look più serioso e monocolore. Da mixare a capi più basici, l’importante è non esagerare: un solo pezzo, in genere, è più che sufficiente per regalare personalità e per farsi ricordare.

Floreale: sicuramente una delle fantasie più romantiche e femminili, perfetta da indossare dalla mattina alla sera e persino nelle occasione speciali. Difficile sbagliare puntando sui fiori, insomma!

Tartan: tornato prepotentemente di moda. Da osare soprattutto nella stagione fredda, ma sempre preso a piccole dosi. Ottimo con abbinamenti strong (come biker boots, borchie &co) se si vuole ottenere un look rock, ma perfetto anche combinato a camicette bonton e ballerine per un risultato più soft.

Lingerie: sono diverse stagioni, ormai, che l’underwear ha preso letteralmente il sopravvento. Il sopra e il sotto si invertono per un effetto upside down e con un risultato… WOW. Ideale per chi ama osare e stupire!

Pelliccia colorata: stilosissima e con una dose di energia extra, perfetta per affrontare il freddo con una marcia in più. Via libera a qualsiasi colore, anche fluo. L’importante è che sia sempre… eco!

A COLORFUL DAY

Che succede quando l’influenza subdolamente si insinua in famiglia e non vi lascia per settimane, facendo saltare un programmato weekend al mare per due volte di fila?

Si fa buon viso a cattivo gioco: ci si riempie di vitamine e si cerca di colorare al massimo le giornate che si è costretti a passare in città. Giusto?

Quindi fiori freschi (i tulipani gialli sono i miei preferiti, dopo le gerbere), un giro alla ricerca di pezzi vintage da collezionare e un lento gustosissimo brunch in cui raccontarsi rigorosamente solo cos belle.

Total look Jennyfer

PERFETTE DA NATALE A CAPODANNO

Ci siamo: è arrivato il periodo più bello (e anche più stressante) dell’anno.

Dai party in ufficio, ai pranzi di famiglia, ai brindisi con gli amici, agli scambi degli auguri con le mamme della scuola dei nostri figli, ogni occasione richiede l’outfit giusto. E in queste particolari occasioni non è sempre così facile scegliere cosa indossare, perché vogliamo sentirci raffinate ma pratiche (soprattutto se siamo noi le padrone di casa e dobbiamo deliziare con la nostra cucina gli ospiti), trendy ma non esagerate, femminili ma con classe.

Ogni evento richiede un look adeguato: dobbiamo studiare il nostro outfit in base alla situazione che ci aspetta per non rischiare di risultare nè low profile nè fuori dalle righe.

Pranzo in casa coi parenti in vista? Meglio non eccedere con paillettes e lustrini.

Pollice su per abitini svolazzanti e romantici, abbinati a stivali cuissard o tronchetti scamosciati. Bella anche l’idea di cavalcare la moda del momento e puntare tutto su un pull a tema natalizio (con elfi e renne che fanno capolino), indossato con gonne plissettate e tacchi alti. In questo caso possiamo permetterci anche un make up brillante, nei toni dell’oro.

Christmas party al ristorante? Possiamo stupire tutti sfoggiando uno dei trend di stagione: il tailleur pantalone. Perfetto in versione tartan o total red. Da abbinare rigorosamente a una blusa super femminile e stiletti altissimi, rossetto rosso, pochette e orecchini super scintillanti.

Altra soluzione estremamente chic, indicata per i festeggiamenti serali, è il velluto. Quest’anno è stato declinato in mille versioni: non sarà difficile trovare l’abitino o anche la maxi jump perfetti nel tessuto elegante per eccellenza. Sceglietelo nel classico nero o nel più sfizioso blu notte e illuminatelo con accessori sfavillanti nei toni dell’argento: sarete memorabili!

Se il velluto vi sembra troppo, allora potete andare a colpo sicuro con la combinazione di pantaloni palazzo e maglia in lurex, impreziosendo il tutto con accessori per capelli ricoperti di strass e paillettes (fasce, turbanti, ma anche fermagli e clips sono diventati un elemento fondamentale da non trascurare mai!).

Avete la fortuna di trascorrere le feste in montagna o in una capitale europea famosa per le temperature sotto lo zero? Niente panico, anzi! Sarà l’occasione giusta per sfoggiare la vostra nuova pelliccia ecologica che in città sfruttate sempre così poco. Si abbina praticamente a tutti gli outfit natalizi e vi terrà al caldo anche per il brindisi di mezzanotte all’aperto, sotto un cielo di fuochi d’artificio.

Io quest’anno ho deciso di scegliere un colore sicuro (l’intramintabile nero), declinato però in versione strong grazie agli shorts in ecopelle, ma giocare con dettagli e accessori scintillanti: sono sufficienti un body dai fili argentati e dei boots psichedelici per ottenere quell’effetto wow perfetto per festeggiare in grande stile!

Fondamentale non dimenticare di indossare il nostro miglior sorriso: per ringraziare il 2018 per tutto quello che di bello che ci ha portato e per accogliere al meglio il nuovo anno e tutte le sorprese che ci riserverà!

Total look Mom&Son Kiabi

WISH LIST DI NATALE

I sogni son desideri. E io di sogni e desideri e speranze ne ho a dozzine.

Sogno un mondo dove il rispetto per gli altri non venga visto come debolezza.

Vorrei sentire la risata cristallina di mio figlio da mattina a sera.

Vorrei il mare a due passi da casa (o una casa a due passi dal mare).

Vorrei Milano senza la nebbia: che proprio non riesco a farmela piacere.

Desidero tornare a viaggiare per il mondo intero senza avere l’ansia che qualcosa di brutto potrebbe effettivamente accadere all’improvviso.

Sogno che venga finalmente inventato un dessert pieno di panna che non vada a piazzarsi tutto sulle mie cosce.

Vorrei giornate di almeno quattro ore più lunghe: così magari riuscirei a vedere un film sul divano col marito, qualche sera a settimana.

E poi, se Babbo Natale fosse in ascolto, mi piacerebbe tantissimo anche qualcosina da scartare sotto l’albero come:

Perle da bagno al Prosecco
Perle da bagno al Prosecco
‘Dieci cose che avevo dimenticato’, Lucrezia Sarnari
Cintura rossa torchion Gucci
Le coccole dei profumi di Montale Paris
Un weekend lungo a Lanzarote
Il panettone di Giovanni Cova
Il bracciale Seed Smarathon by E. Vannini a favore della raccolta fondi per i bambini affetti da Atrofia Muscolare Spinale
I cuissardes scamosciati di Stelio Malori
Un servizio completo di piatti di Alt Means Old
Un anello da mignolo di Versace

ANIMALIER: L’ULTIMO MUST 

Anche agli occhi meno esperti non può certo essere sfuggito il trend indiscutibile dell’inverno in arrivo: dallo street style alle passerelle, l’animalier ormai spopola ovunque. L’effetto roar è decisamente il must have della stagione 18/19: che si tratti di un dettaglio, un solo capo, un accessorio, o addirittura un total look, il pattern felino non può assolutamente mancare nel nostro guardaroba.

 E se abbiamo paura di essere troppo audaci, possiamo stare tranquille: da settant’anni, il maculato è un evergreen. Esattamente fin dal 1947, quando il maestro Christian Dior lo propose, con indubbio successo presso la stampa, per alcuni abiti della collezione New Look. E a seguire, poi, anche il grandissimo Yves Saint Laurent lo utilizzò e reinterpretò fino a farlo diventare la sua cifra stilistica. Ghepardo, zebra, leopardo, giraffa o tigre che sia, il richiamo animalier ha vinto anche sulle icone di moda più stilose del passato: Brigitte Bardot, Marlene Dietrich, perfino Jackie Kennedy e la Regina Elisabetta hanno intelligentemente giocato con queste stampe così ricche di forza, sensualità e personalità. Lasciando decisamente il segno!

Questa stampa è davvero di una versatilità unica e si presta a numerosissime letture: dalla versione super femminile a quella più urban, diventa protagonista e ci permette di sbizzarrirci in tutte le situazioni.

Quindi, se la tentazione dell’ultimo fashion diktat si fa sentire anche per te, ma hai paura di qualche caduta di stile… nessun timore: stiamo pur sempre parlando di un vero ‘classico’ e indossare panni felini con eleganza può rivelarsi davvero molto easy. Il segreto? Usare il pattern graffiante come se fosse… un facilissimo e basico nero!

 Se vuoi andare sul sicuro, punta tutto su un accessorio o su un solo capo: semplice, ma d’effetto. Perfetto se abbinato al black, al white e anche (perchè no?!) al denim. Se hai voglia di giocare, mixalo al viola, il colore must di questa stagione: sarai cool e divertente senza esagerare. Ma se te la senti di osare un po’ di più, allora lanciati a pieno nell’ultima tendenza e indossa un vestito intero: a tubino, morbido, a balze, super corto, midi o lungo alle caviglie non importa. Usato sapientemente, garantisce l’effetto wow! L’abito in versione animalier è un outfit completo in se stesso, perfetto per look romantici, rock o wild. Niente orpelli inutili, non serve altro: per risultare davvero chic devi solo lasciarti trasportare dalla sua naturale, raffinatissima femminilità.

Io ne ho scelto uno che sfiora il ginocchio, con cintura a contrasto e bottoncini lungo l’intera lunghezza. L’ho abbabbinato a un paio di cuissard effetto scamosciato e ad una fascia decorata da paillettes, per un ultimo tocco glam. Come una vera diva di Hollywood, mi sento prontissima per affrontare la giungla che mi aspetta là fuori!

Total look Kiabi

 

MANGIARE BENE PER VOLERCI BENE

Si dice che ‘siamo quello che mangiamo’, e che il nostro benessere deriva fondamentalmente da ciò di cui ci nutriamo. Ecco perchè un’alimentazione corretta diventa indispensabile per la nostra salute e per una buona qualità di vita.

 

Ma cosa significa davvero adottare uno stile alimentare sano? Quali materie prime dobbiamo prediligere e quali evitare? Il cibo biologico è davvero più genuino di quello industriale? Quanto è pericolosa una ‘dieta fai da te’? 

A queste e molte altre domande ha risposto il Dottor Riccardo Madoi, Nutrizionista MIF, specialista del centro Medici in Famiglia.

 

 

1. Quale è, esattamente, la differenza tra un Dietologo e un Nutrizionista?

Su questo tema spesso si rischia di far confusione per l’uso non sempre adeguato del termine “nutrizionista”, che assume talvolta l’accezione più vaga di “esperto in nutrizione”.

Nell’attuale legislazione italiana le figure professionali in grado di trattare l’alimentazione dell’individuo sono 3: Dietologo, Biologo Nutrizionista, Dietista.

Sono considerate tutte e tre professioni sanitarie ma si distinguono per percorso e formazione.

Il Dietologo è un Medico che ha scelto come scuola di specializzazione “scienze dell’alimentazione”.

“Nutrizionista biologo”, è un biologo con laurea magistrale, iscritto all’ordine nazionale, che ha scelto il ramo nutrizionale come ambito professionale.

La Dietistica, infine, è un corso di laurea del ramo medico ed il titolo si ottiene a seguito di almeno una laurea breve (3 anni).

 

2. Oltre a chi ha problemi di sovrappeso, chi dovrebbe rivolgersi ad un Nutrizionista? Quali sono i problemi più frequenti?

Il calo ponderale è solo uno dei tantissimi motivi per i quali i pazienti possono scegliere (saggiamente) di rivolgersi ad uno specialista del settore.

La nutrizione è una disciplina nata in tempi relativamente recenti e più viene studiata tanto più emergono i profondi legami che ha con la salute umana (nel bene e nel male).

Ecco alcuni archetipi di persone che potrebbero essere interessate a rivolgersi all’esperto:

-Persone in normopeso con alimentazione “da ottimizzare”

-Persone in sottopeso

-Atleti

-Persone affette da intolleranze alimentari o allergie

-Persone affette da sindrome metabolica

-Persone affette da malattie croniche infiammatorie dell’apparato gastroenterico

-Donne in gravidanza

-Neomamme che vogliono sapere di più sull’alimentazione della prima infanzia

-Mamme o papà che vogliono comprendere come meglio alimentare correttamente i propri figli

-Persone con disturbi del comportamento alimentare (ad esempio Anoressia Nervosa, Bulimia, Binge-eating disorder)

-Persone vegetariane o vegane

-Chiunque desideri o necessiti di educazione alimentare

 

3. A che fascia di età appartengono i pazienti che si presentano in studio? I dati confermano un effettivo aumento dell’obesità nell’età infantile e adolescenziale?

L’età media dei pazienti che si presentano presso Medici in Famiglia per visite nutrizionali è pari a 40 anni. Il trend di aumento della prevalenza di obesità nei bambini e negli adolescenti si attesta attorno al 15-20%.

 

4. Quanto è importante una dieta personalizzata? Viene prescritta in base a quali dati? Esistono diete mirate al perdere peso solo in determinate parti del corpo?

Nell’ottica di offrire un servizio di qualità, a mio parere, la dieta proposta da un ambulatorio che eroga una visita individuale dovrebbe sempre essere almeno in parte personalizzata per il paziente.Per compilarla è necessario indagare l’anamnesi del paziente, calcolare il fabbisogno energetico, valutare le abitudini, lo stile di vita e gli obiettivi, la praticabilità della dieta da prescrivere, così come i gusti e le preferenze. Allo stesso modo, eventuali sensibilità specifiche ad alimenti particolari. È fondamentale anche individuare eventuali carenze di micronutrienti.Proporre una “dieta mirata” non ha senso dal punto di vista scientifico. Può avere semmai una certa valenza associare alla dieta un’adeguata attività fisica specifica, compito, naturalmente, di un diverso specialista.

 

5. Perché è importante non affidarsi a diete ‘fai da te’?

Nei casi peggiori le diete “fai da te” sono il frutto di una mal assortita accozzaglia di indicazioni legate alla nutrizione che non hanno perlopiù fondamento scientifico.

Si va dall’insieme di notizie lette su internet cliccando su link del tipo “10 modi per perdere peso mangiando solo insalata” o “l’ananas brucia i grassi” ad informazioni da pianerottolo sui benefici di un alimento o un altro, spesso seguendo la moda del momento.

Tutti parlano di alimentazione perché più o meno tutti cucinano e tutti certamente si alimentano ma c’è una bella differenza, trovo, tra l’essere bravi in cucina e conoscere a fondo il tema della nutrizione umana.

Purtroppo, inoltre, riuscire a distinguere qualcosa di valido da qualcosa di campato per aria non risulta semplice per i “non addetti ai lavori”, nel mare magnum di informazioni nel quale siamo immersi.

Un professionista della nutrizione è in grado (o dovrebbe) di trovare la giusta indicazione contestualizzandola di volta in volta per chi ha davanti.

Ma ha studiato per farlo.

E tanto, di solito.

 

6. Quali sono i nemici della linea e, più in generale, del nostro organismo? E i migliori alleati per una sana alimentazione?

Un grande nemico in cui spesso ci si può imbattere è la disinformazione.

Entrando più nello specifico, si possono citare come “nemici della linea” alimenti quali ad esempio: bevande zuccherate, patatine chips, alcolici e superalcolici, dolci confezionati, ecc.

Alcuni alleati:

– conoscenza dei prodotti, curiosità sul tema alimentazione

– stile di vita non sedentario

– frutta e verdura sempre presenti nella nostra giornata

– acqua in abbondanza

– costanza nelle buone abitudini 

 

7. Come dovrebbe cambiare la nostra alimentazione tra 20/30/40/50 anni?

Se ci fermiamo ad osservare l’alimentazione umana da un punto di vista globale possiamo notare come essa rispecchi la distribuzione delle risorse.

Attualmente si può notare un netto sbilanciamento tra “paesi ricchi” e “paesi poveri”. L’alimentazione umana segue “in scia” la risorsa disponibile.

Per buttare un occhio al futuro è necessario considerare che in questo scenario entrano in gioco anche l’aumento demografico e la lenta ma costante riduzione delle risorse energetiche non rinnovabili e delle risorse idriche.

Se il trend si manterrà invariato, difficilmente potrà essere sostenibile nel futuro non prossimo.

La “western diet” (ricca in prodotti animali, grassi e prodotti raffinati dell’industria alimentare) ha per sua natura un forte impatto ambientale e contribuisce, in ultima istanza, a generare lo squilibrio di risorse menzionato.

La speranza è che alle alternative alimentari a minor impatto ambientale, tra le quali ad esempio prodotti a base vegetale, venga data sempre maggior importanza.

Questo dovrebbe comportare anche un miglioramento per la salute, anche considerato il preoccupante effetto che la “western diet” sta avendo.

 

8. Negli ultimi tempi sembrano essere aumentate intolleranze e allergie alimentari. Come si può spiegare? Come si può intervenire?

Non credo di avere sufficienti conoscenze di immunologia e di epidemiologia per poter rispondere adeguatamente a questa domanda.

Posso tuttavia dire che nel caso di allergie note è necessario, naturalmente, fare molta attenzione agli allergeni presenti negli alimenti.

Per le intolleranze il trattamento è simile e si deve impostare una dieta corretta per il trattamento del disturbo.

 

9. Spesso i prodotti industriali vengono percepiti dannosi rispetto ai prodotti biologici/locali/km0, visti come garanzia di genuinità e qualità. È effettivamente così?

Ragioniamoci un attimo su…

In cosa dovrebbero differenziarsi a livello pratico i prodotti certificati con l’etichetta “Bio” oltre che nel prezzo proposto al consumatore?

Questo è un aspetto non da poco perché il prezzo di un bene, specialmente se è noto, è in grado di generare una forte aspettativa (in positivo o in negativo) sul bene di consumo acquistato: in altre parole “una cosa che costa di più, è migliore per me”, e viceversa.

Questo è un aspetto della questione.

E dal punto di vista nutrizionale? Numerosi sono gli studi pubblicati in letteratura sulla questione.

Di fatto non vi sono differenze nel contenuto di macro e micro-nutrienti tra le due categorie di prodotti. Se ce ne sono, non sono a mio avviso tali da giustificare la scelta del prodotto bio come tale.

È vero anche che il prodotto “bio” si differenzia dal prodotto “non bio” a livello della produzione. Le coltivazioni (così come l’allevamento) bio si basano su tecniche diverse e ad esempio nelle coltivazioni vegetali non sono usati fertilizzanti.

Questo però non rende “il bio” automaticamente migliore scelta salutare.

Diverso è il ragionamento che si può fare sul prodotto locale o “a km zero”.

Se è possibile ridurre l’impatto ambientale che la nostra alimentazione genera allora ben venga un atteggiamento eco-friendly nel fare la spesa! Seguire la stagionalità dei generi alimentari scegliendo prodotti con basso impatto ambientale è di certo una buona abitudine.

 

10. Latte, carne e derivati animali oggi spesso vengono demonizzati. Quanto c’è di vero?

L’ambito si contestualizza facilmente: alimentazione nella prevenzione di malattie oncologiche.

Circa agli alimenti citati la ricerca è tanta, e spesse volte i pareri sono discordanti.

Vorrei limitarmi a riportare i consigli redatti dal WCRF (World Cancer Research Fund) ossia l’ente di riferimento per la prevenzione del cancro.

Il latte non è messo al bando o citato come alimento da limitare. Finora le evidenze sono troppo deboli e non tali da suggerire di eliminare dalla dieta un importante nutriente ricco in proteine energia e vitamine. Nutrire l’infante con il latte materno (che possiede caratteristiche molto diverse dai latti consumati abitualmente) è considerato fattore positivo per la salute ed è consigliato.

Le carni rosse sono da limitare il più possibile e le carni lavorate (come insaccati, salumi, wurstel, ecc.) se assunte, dovrebbero essere consumate solo in piccole quantità.

 

11. La dieta ideale è davvero quella Mediterranea, come si è soliti sentire?

Come accennato in precedenza, per dirla con una metafora, è scorretto pensare che un unico vestito possa calzare bene per chiunque.

Ciò posto, ci sono numerose ed ottime evidenze scientifiche che confermano i positivi effetti sulla salute che la dieta mediterranea comporti.

Le più recenti raccomandazioni promosse dal WHO (World Health Organization) suggeriscono la dieta mediterranea come buona abitudine alimentare.

 

12. Una buona dieta ottiene anche buoni risultati sulla psiche? Quale scelta alimentare ci può aiutare nell’affrontare al meglio il cambio di stagione?

Credo in generale che “prendersi cura di sé stessi” abbia effetti positivi sull’umore. In un percorso dietetico immagino che questo si verifichi soprattutto se vi sia un’impostazione non basata unicamente su restrizioni ma bensì che tenga conto del fabbisogno, dei gusti, e delle abitudini del paziente.

Per il cambio di stagione non c’è una raccomandazione specifica se non quella di provare a seguire per quanto possibile la stagionalità dei prodotti variando di conseguenza anche le ricette.

 

13. Negli ultimi anni ci sono stati dei cambiamenti sul modo di nutrirsi degli italiani. Tenendo presente i ritmi di vita e lavorativi ‘accelerati’, che ci portano a trascorrere molte ore fuori casa, come ci si deve comportare per alimentarci correttamente senza eccessive privazioni?

Tante solo le soluzioni praticabili, oggi.

Chi mangia in ufficio può molto banalmente portarsi da mangiare e risolvere il problema alla radice gestendo interamente il proprio pasto.

Nel caso in cui ci sia una mensa o un catering aziendale, è verosimile che abbia almeno una proposta accettabile per chi è a dieta.

Quando non presenti mensa o catering, o anche in caso di trasferte, spesso ci si deve adattare a trovare un posto dove mangiare con i colleghi.

Negli ultimi anni, tuttavia, l’offerta proposta delle ristorazioni va sempre di più incontro alla crescente domanda del cibo sano, “healthy”, per dirla all’inglese. Questa può essere un’ulteriore soluzione pratica.

Più in generale per chi segue un percorso di dieta è fondamentale essere consapevoli. Premeditare e gestire i pasti con un po’ di anticipo trovo sia importante.

 

 

Il Dottor Madoi riceve presso il centro multispecialistico Medici in Famiglia, una realtà all’avanguardia, che offre visite ed esami in oltre 30 specialità nelle aree di Medicina, Psicologia e Riabilitazione a Milano.

Il centro è in grado di fornire un supporto multidisciplinare di altissimo livello a tariffe congrue, perché è un innovativo progetto a forte vocazione sociale.

 

Questa realtà nasce infatti dalla pluriennale esperienza di PANDA Onlus e si distingue per offrire a tutti prestazioni sanitarie di alta qualità a prezzi accessibili, grazie a professionisti d’eccellenza -provenienti dalle maggiori realtà ospedaliere lombarde- che condividono la Mission del progetto e mettono a disposizione la propria esperienza e competenza per dare Valore alla Salute.

 

La mission di Medici in Famiglia è erogare prestazioni sanitarie di grande qualità a prezzi calmierati a chi può permetterselo al fine di utilizzare il 100% degli utili dell’attività per offrire visite gratuite a chi si trova in stato di fragilità socio-economica, grazie al Progetto Visita Sospesa.

Il Progetto si ispira alla nobile tradizione del caffè sospeso napoletano: si beve un caffè e se ne pagano due, offrendo il secondo a chi non può permetterselo.

Con la Visita Sospesa, attraverso una donazione, si dà la possibilità a bambini in comunità, ragazze madri, anziani soli e famiglie in difficoltà, di accedere gratuitamente a cure mediche specialistiche, esami diagnostici, riabilitazione e supporto psicoterapeutico.