ANIMALIER: L’ULTIMO MUST 

Anche agli occhi meno esperti non può certo essere sfuggito il trend indiscutibile dell’inverno in arrivo: dallo street style alle passerelle, l’animalier ormai spopola ovunque. L’effetto roar è decisamente il must have della stagione 18/19: che si tratti di un dettaglio, un solo capo, un accessorio, o addirittura un total look, il pattern felino non può assolutamente mancare nel nostro guardaroba.

 E se abbiamo paura di essere troppo audaci, possiamo stare tranquille: da settant’anni, il maculato è un evergreen. Esattamente fin dal 1947, quando il maestro Christian Dior lo propose, con indubbio successo presso la stampa, per alcuni abiti della collezione New Look. E a seguire, poi, anche il grandissimo Yves Saint Laurent lo utilizzò e reinterpretò fino a farlo diventare la sua cifra stilistica. Ghepardo, zebra, leopardo, giraffa o tigre che sia, il richiamo animalier ha vinto anche sulle icone di moda più stilose del passato: Brigitte Bardot, Marlene Dietrich, perfino Jackie Kennedy e la Regina Elisabetta hanno intelligentemente giocato con queste stampe così ricche di forza, sensualità e personalità. Lasciando decisamente il segno!

Questa stampa è davvero di una versatilità unica e si presta a numerosissime letture: dalla versione super femminile a quella più urban, diventa protagonista e ci permette di sbizzarrirci in tutte le situazioni.

Quindi, se la tentazione dell’ultimo fashion diktat si fa sentire anche per te, ma hai paura di qualche caduta di stile… nessun timore: stiamo pur sempre parlando di un vero ‘classico’ e indossare panni felini con eleganza può rivelarsi davvero molto easy. Il segreto? Usare il pattern graffiante come se fosse… un facilissimo e basico nero!

 Se vuoi andare sul sicuro, punta tutto su un accessorio o su un solo capo: semplice, ma d’effetto. Perfetto se abbinato al black, al white e anche (perchè no?!) al denim. Se hai voglia di giocare, mixalo al viola, il colore must di questa stagione: sarai cool e divertente senza esagerare. Ma se te la senti di osare un po’ di più, allora lanciati a pieno nell’ultima tendenza e indossa un vestito intero: a tubino, morbido, a balze, super corto, midi o lungo alle caviglie non importa. Usato sapientemente, garantisce l’effetto wow! L’abito in versione animalier è un outfit completo in se stesso, perfetto per look romantici, rock o wild. Niente orpelli inutili, non serve altro: per risultare davvero chic devi solo lasciarti trasportare dalla sua naturale, raffinatissima femminilità.

Io ne ho scelto uno che sfiora il ginocchio, con cintura a contrasto e bottoncini lungo l’intera lunghezza. L’ho abbabbinato a un paio di cuissard effetto scamosciato e ad una fascia decorata da paillettes, per un ultimo tocco glam. Come una vera diva di Hollywood, mi sento prontissima per affrontare la giungla che mi aspetta là fuori!

Total look Kiabi

 

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MANGIARE BENE PER VOLERCI BENE

Si dice che ‘siamo quello che mangiamo’, e che il nostro benessere deriva fondamentalmente da ciò di cui ci nutriamo. Ecco perchè un’alimentazione corretta diventa indispensabile per la nostra salute e per una buona qualità di vita.

 

Ma cosa significa davvero adottare uno stile alimentare sano? Quali materie prime dobbiamo prediligere e quali evitare? Il cibo biologico è davvero più genuino di quello industriale? Quanto è pericolosa una ‘dieta fai da te’? 

A queste e molte altre domande ha risposto il Dottor Riccardo Madoi, Nutrizionista MIF, specialista del centro Medici in Famiglia.

 

 

1. Quale è, esattamente, la differenza tra un Dietologo e un Nutrizionista?

Su questo tema spesso si rischia di far confusione per l’uso non sempre adeguato del termine “nutrizionista”, che assume talvolta l’accezione più vaga di “esperto in nutrizione”.

Nell’attuale legislazione italiana le figure professionali in grado di trattare l’alimentazione dell’individuo sono 3: Dietologo, Biologo Nutrizionista, Dietista.

Sono considerate tutte e tre professioni sanitarie ma si distinguono per percorso e formazione.

Il Dietologo è un Medico che ha scelto come scuola di specializzazione “scienze dell’alimentazione”.

“Nutrizionista biologo”, è un biologo con laurea magistrale, iscritto all’ordine nazionale, che ha scelto il ramo nutrizionale come ambito professionale.

La Dietistica, infine, è un corso di laurea del ramo medico ed il titolo si ottiene a seguito di almeno una laurea breve (3 anni).

 

2. Oltre a chi ha problemi di sovrappeso, chi dovrebbe rivolgersi ad un Nutrizionista? Quali sono i problemi più frequenti?

Il calo ponderale è solo uno dei tantissimi motivi per i quali i pazienti possono scegliere (saggiamente) di rivolgersi ad uno specialista del settore.

La nutrizione è una disciplina nata in tempi relativamente recenti e più viene studiata tanto più emergono i profondi legami che ha con la salute umana (nel bene e nel male).

Ecco alcuni archetipi di persone che potrebbero essere interessate a rivolgersi all’esperto:

-Persone in normopeso con alimentazione “da ottimizzare”

-Persone in sottopeso

-Atleti

-Persone affette da intolleranze alimentari o allergie

-Persone affette da sindrome metabolica

-Persone affette da malattie croniche infiammatorie dell’apparato gastroenterico

-Donne in gravidanza

-Neomamme che vogliono sapere di più sull’alimentazione della prima infanzia

-Mamme o papà che vogliono comprendere come meglio alimentare correttamente i propri figli

-Persone con disturbi del comportamento alimentare (ad esempio Anoressia Nervosa, Bulimia, Binge-eating disorder)

-Persone vegetariane o vegane

-Chiunque desideri o necessiti di educazione alimentare

 

3. A che fascia di età appartengono i pazienti che si presentano in studio? I dati confermano un effettivo aumento dell’obesità nell’età infantile e adolescenziale?

L’età media dei pazienti che si presentano presso Medici in Famiglia per visite nutrizionali è pari a 40 anni. Il trend di aumento della prevalenza di obesità nei bambini e negli adolescenti si attesta attorno al 15-20%.

 

4. Quanto è importante una dieta personalizzata? Viene prescritta in base a quali dati? Esistono diete mirate al perdere peso solo in determinate parti del corpo?

Nell’ottica di offrire un servizio di qualità, a mio parere, la dieta proposta da un ambulatorio che eroga una visita individuale dovrebbe sempre essere almeno in parte personalizzata per il paziente.Per compilarla è necessario indagare l’anamnesi del paziente, calcolare il fabbisogno energetico, valutare le abitudini, lo stile di vita e gli obiettivi, la praticabilità della dieta da prescrivere, così come i gusti e le preferenze. Allo stesso modo, eventuali sensibilità specifiche ad alimenti particolari. È fondamentale anche individuare eventuali carenze di micronutrienti.Proporre una “dieta mirata” non ha senso dal punto di vista scientifico. Può avere semmai una certa valenza associare alla dieta un’adeguata attività fisica specifica, compito, naturalmente, di un diverso specialista.

 

5. Perché è importante non affidarsi a diete ‘fai da te’?

Nei casi peggiori le diete “fai da te” sono il frutto di una mal assortita accozzaglia di indicazioni legate alla nutrizione che non hanno perlopiù fondamento scientifico.

Si va dall’insieme di notizie lette su internet cliccando su link del tipo “10 modi per perdere peso mangiando solo insalata” o “l’ananas brucia i grassi” ad informazioni da pianerottolo sui benefici di un alimento o un altro, spesso seguendo la moda del momento.

Tutti parlano di alimentazione perché più o meno tutti cucinano e tutti certamente si alimentano ma c’è una bella differenza, trovo, tra l’essere bravi in cucina e conoscere a fondo il tema della nutrizione umana.

Purtroppo, inoltre, riuscire a distinguere qualcosa di valido da qualcosa di campato per aria non risulta semplice per i “non addetti ai lavori”, nel mare magnum di informazioni nel quale siamo immersi.

Un professionista della nutrizione è in grado (o dovrebbe) di trovare la giusta indicazione contestualizzandola di volta in volta per chi ha davanti.

Ma ha studiato per farlo.

E tanto, di solito.

 

6. Quali sono i nemici della linea e, più in generale, del nostro organismo? E i migliori alleati per una sana alimentazione?

Un grande nemico in cui spesso ci si può imbattere è la disinformazione.

Entrando più nello specifico, si possono citare come “nemici della linea” alimenti quali ad esempio: bevande zuccherate, patatine chips, alcolici e superalcolici, dolci confezionati, ecc.

Alcuni alleati:

– conoscenza dei prodotti, curiosità sul tema alimentazione

– stile di vita non sedentario

– frutta e verdura sempre presenti nella nostra giornata

– acqua in abbondanza

– costanza nelle buone abitudini 

 

7. Come dovrebbe cambiare la nostra alimentazione tra 20/30/40/50 anni?

Se ci fermiamo ad osservare l’alimentazione umana da un punto di vista globale possiamo notare come essa rispecchi la distribuzione delle risorse.

Attualmente si può notare un netto sbilanciamento tra “paesi ricchi” e “paesi poveri”. L’alimentazione umana segue “in scia” la risorsa disponibile.

Per buttare un occhio al futuro è necessario considerare che in questo scenario entrano in gioco anche l’aumento demografico e la lenta ma costante riduzione delle risorse energetiche non rinnovabili e delle risorse idriche.

Se il trend si manterrà invariato, difficilmente potrà essere sostenibile nel futuro non prossimo.

La “western diet” (ricca in prodotti animali, grassi e prodotti raffinati dell’industria alimentare) ha per sua natura un forte impatto ambientale e contribuisce, in ultima istanza, a generare lo squilibrio di risorse menzionato.

La speranza è che alle alternative alimentari a minor impatto ambientale, tra le quali ad esempio prodotti a base vegetale, venga data sempre maggior importanza.

Questo dovrebbe comportare anche un miglioramento per la salute, anche considerato il preoccupante effetto che la “western diet” sta avendo.

 

8. Negli ultimi tempi sembrano essere aumentate intolleranze e allergie alimentari. Come si può spiegare? Come si può intervenire?

Non credo di avere sufficienti conoscenze di immunologia e di epidemiologia per poter rispondere adeguatamente a questa domanda.

Posso tuttavia dire che nel caso di allergie note è necessario, naturalmente, fare molta attenzione agli allergeni presenti negli alimenti.

Per le intolleranze il trattamento è simile e si deve impostare una dieta corretta per il trattamento del disturbo.

 

9. Spesso i prodotti industriali vengono percepiti dannosi rispetto ai prodotti biologici/locali/km0, visti come garanzia di genuinità e qualità. È effettivamente così?

Ragioniamoci un attimo su…

In cosa dovrebbero differenziarsi a livello pratico i prodotti certificati con l’etichetta “Bio” oltre che nel prezzo proposto al consumatore?

Questo è un aspetto non da poco perché il prezzo di un bene, specialmente se è noto, è in grado di generare una forte aspettativa (in positivo o in negativo) sul bene di consumo acquistato: in altre parole “una cosa che costa di più, è migliore per me”, e viceversa.

Questo è un aspetto della questione.

E dal punto di vista nutrizionale? Numerosi sono gli studi pubblicati in letteratura sulla questione.

Di fatto non vi sono differenze nel contenuto di macro e micro-nutrienti tra le due categorie di prodotti. Se ce ne sono, non sono a mio avviso tali da giustificare la scelta del prodotto bio come tale.

È vero anche che il prodotto “bio” si differenzia dal prodotto “non bio” a livello della produzione. Le coltivazioni (così come l’allevamento) bio si basano su tecniche diverse e ad esempio nelle coltivazioni vegetali non sono usati fertilizzanti.

Questo però non rende “il bio” automaticamente migliore scelta salutare.

Diverso è il ragionamento che si può fare sul prodotto locale o “a km zero”.

Se è possibile ridurre l’impatto ambientale che la nostra alimentazione genera allora ben venga un atteggiamento eco-friendly nel fare la spesa! Seguire la stagionalità dei generi alimentari scegliendo prodotti con basso impatto ambientale è di certo una buona abitudine.

 

10. Latte, carne e derivati animali oggi spesso vengono demonizzati. Quanto c’è di vero?

L’ambito si contestualizza facilmente: alimentazione nella prevenzione di malattie oncologiche.

Circa agli alimenti citati la ricerca è tanta, e spesse volte i pareri sono discordanti.

Vorrei limitarmi a riportare i consigli redatti dal WCRF (World Cancer Research Fund) ossia l’ente di riferimento per la prevenzione del cancro.

Il latte non è messo al bando o citato come alimento da limitare. Finora le evidenze sono troppo deboli e non tali da suggerire di eliminare dalla dieta un importante nutriente ricco in proteine energia e vitamine. Nutrire l’infante con il latte materno (che possiede caratteristiche molto diverse dai latti consumati abitualmente) è considerato fattore positivo per la salute ed è consigliato.

Le carni rosse sono da limitare il più possibile e le carni lavorate (come insaccati, salumi, wurstel, ecc.) se assunte, dovrebbero essere consumate solo in piccole quantità.

 

11. La dieta ideale è davvero quella Mediterranea, come si è soliti sentire?

Come accennato in precedenza, per dirla con una metafora, è scorretto pensare che un unico vestito possa calzare bene per chiunque.

Ciò posto, ci sono numerose ed ottime evidenze scientifiche che confermano i positivi effetti sulla salute che la dieta mediterranea comporti.

Le più recenti raccomandazioni promosse dal WHO (World Health Organization) suggeriscono la dieta mediterranea come buona abitudine alimentare.

 

12. Una buona dieta ottiene anche buoni risultati sulla psiche? Quale scelta alimentare ci può aiutare nell’affrontare al meglio il cambio di stagione?

Credo in generale che “prendersi cura di sé stessi” abbia effetti positivi sull’umore. In un percorso dietetico immagino che questo si verifichi soprattutto se vi sia un’impostazione non basata unicamente su restrizioni ma bensì che tenga conto del fabbisogno, dei gusti, e delle abitudini del paziente.

Per il cambio di stagione non c’è una raccomandazione specifica se non quella di provare a seguire per quanto possibile la stagionalità dei prodotti variando di conseguenza anche le ricette.

 

13. Negli ultimi anni ci sono stati dei cambiamenti sul modo di nutrirsi degli italiani. Tenendo presente i ritmi di vita e lavorativi ‘accelerati’, che ci portano a trascorrere molte ore fuori casa, come ci si deve comportare per alimentarci correttamente senza eccessive privazioni?

Tante solo le soluzioni praticabili, oggi.

Chi mangia in ufficio può molto banalmente portarsi da mangiare e risolvere il problema alla radice gestendo interamente il proprio pasto.

Nel caso in cui ci sia una mensa o un catering aziendale, è verosimile che abbia almeno una proposta accettabile per chi è a dieta.

Quando non presenti mensa o catering, o anche in caso di trasferte, spesso ci si deve adattare a trovare un posto dove mangiare con i colleghi.

Negli ultimi anni, tuttavia, l’offerta proposta delle ristorazioni va sempre di più incontro alla crescente domanda del cibo sano, “healthy”, per dirla all’inglese. Questa può essere un’ulteriore soluzione pratica.

Più in generale per chi segue un percorso di dieta è fondamentale essere consapevoli. Premeditare e gestire i pasti con un po’ di anticipo trovo sia importante.

 

 

Il Dottor Madoi riceve presso il centro multispecialistico Medici in Famiglia, una realtà all’avanguardia, che offre visite ed esami in oltre 30 specialità nelle aree di Medicina, Psicologia e Riabilitazione a Milano.

Il centro è in grado di fornire un supporto multidisciplinare di altissimo livello a tariffe congrue, perché è un innovativo progetto a forte vocazione sociale.

 

Questa realtà nasce infatti dalla pluriennale esperienza di PANDA Onlus e si distingue per offrire a tutti prestazioni sanitarie di alta qualità a prezzi accessibili, grazie a professionisti d’eccellenza -provenienti dalle maggiori realtà ospedaliere lombarde- che condividono la Mission del progetto e mettono a disposizione la propria esperienza e competenza per dare Valore alla Salute.

 

La mission di Medici in Famiglia è erogare prestazioni sanitarie di grande qualità a prezzi calmierati a chi può permetterselo al fine di utilizzare il 100% degli utili dell’attività per offrire visite gratuite a chi si trova in stato di fragilità socio-economica, grazie al Progetto Visita Sospesa.

Il Progetto si ispira alla nobile tradizione del caffè sospeso napoletano: si beve un caffè e se ne pagano due, offrendo il secondo a chi non può permetterselo.

Con la Visita Sospesa, attraverso una donazione, si dà la possibilità a bambini in comunità, ragazze madri, anziani soli e famiglie in difficoltà, di accedere gratuitamente a cure mediche specialistiche, esami diagnostici, riabilitazione e supporto psicoterapeutico.

VELLUTO MANIA

 

 

Se mi dicono ‘autunno’, mi vengono subito in mente le mille sfumature di rosso e giallo di cui si tingono le foglie. Penso alle scorpacciate di castagne, a una tazza gigante di cioccolata con panna e cannella, ai calzettoni di cachemire e ovviamente… al velluto. Caldo, morbido, comodo e al tempo stesso così chic!

 

E la moda autunno/inverno di quest’anno mi viene decisamente incontro, perché questo tessuto è uno dei grandi trend della stagione.

Sinonimo di lusso da sempre, oggi viene reinterpretato finalmente anche in capi più quotidiani: partendo da gonne e pantaloni, passando per giacche e capi spalla, per arrivare fino a scarpe, borse e accessori vari, il velluto la fa da padrone sulle passerelle e per le strade.

 

È il pantalone in corduroy il must che non può assolutamente mancare nel nostro guardaroba autunnale: liscio, a coste (macro o millerighe), dévoré, a vita alta, nei modelli più casual e sportivi o in versione tailleur non conta… l’importante è possederne un paio come ogni vera fashion addicted che si rispetti.

 

I pantaloni di velluto a costine, perfetti day&night, sono estremamente versatili e diventano la soluzione a qualsiasi dubbio: per outfit da ufficio, per il tempo libero o per una occasione particolare. Ci permettono il massimo confort, proteggono dal freddo invernale (nota fondamentale per le più freddolose) e al tempo stesso rendono elegante e di classe qualsiasi fisicità.

Ideali di giorno abbinati ad una camicia in denim o ad un maxi pull col collo ad anello, tonchetti dal tacco largo e shopping bagcapiente.

Decisamente raffinati la sera indossati con una blusa in seta o un top dalla scollatura importante, tacchi a stiletto e clutch gioiello.

 

Io ho optato per il bianco: lo trovo un colore tremendamente chic da sfoggiare in inverno. Ed è facilmente abbinabile a qualsiasi altra tonalità si abbia nell’armadio. 

Il taglio maschile mi fa sentire comoda e a mio agio e mi permette di indossare i tacchi anche di giorno, senza rischiare di essere fuori luogo.

Un pull giallo con un particolare insolito sul retro, uno stivaletto arricchito da piccole borchie riprese anche sulla cintura (sono queste attenzioni per i dettagli che rendono indimenticabili i nostri outfit!) e un basco alla francese: ecco il look perfetto per affrontare una giornata in università, una passeggiata romantica sul lago, un aperitivo dell’ultimo minuto con le amiche, un pranzo in famiglia. 

Grazie al velluto, insomma, sono cozy e trendy al punto giusto… sempre!

Total look Kiabi

STARE BENE AD OGNI ETÀ

Alcuni studi hanno dimostrato che quando la nostra età termina con il numero nove, siamo più portati a lasciarci tentare dalle novità: ci assale una gran voglia di sperimentare e provare qualcosa di nuovo.

Sarà che fra un paio di mesi festeggerò un compleanno che mi porterà a spegnere (ehm…) un numero di candeline che finisce proprio col 9, ma effettivamente sono in una fase di gran cambiamento. 

Probabilmente perché mi preparo al grande bilancio dell’anno prossimo, quando sarà inevitabile tirare le somme su tutto quello che ho -o meno- raggiunto fino ad ora. E già mi vedo a stilare liste di progetti riguardo al futuro. Con la nuova necessaria consapevolezza che, crescendo, aumentano responsabilità e soprattutto sfide. 

 Ma se è vero che non conta l’età anagrafica, ma quella che ci sentiamo dentro, è anche vero che con l’avvicinarsi della cifra tonda, un piccolo campanello d’allarme potrebbe iniziare a farsi strada nella nostra testa. E l’ansia del tempo che passa prendere il sopravvento. In particolare modo in una società come quella occidentale: perché se, per la nostra cultura, la giovinezza è un valore aggiunto -quasi una sorta di mito-, il progredire dell’età è visto spesso come qualcosa di estremamente negativo.

Secondo una recente ricerca dell’Organizzazione Mondiale della Sanità, infatti, c’è ancora moltissima strada da fare per migliorare gli atteggiamenti negativi nei confronti dell’invecchiamento e, soprattutto, per elevare gli standard qualitativi della vita in età sempre più avanzate. 

Il passare degli anni prevede necessariamente un fare i conti con la paura di perdere indipendenza e valore agli occhi di una società che non rallenta  concede sconti mai. Ecco perché, a maggior ragione, diventa fondamentale un approccio positivo.

Si può imparare ad apprezzare la propria età accogliendo il cambiamento, invece che rifiutandolo e opponendoci ad esso. È decisamente più produttivo accettare l’avanzare del tempo approfittandone per guardarsi dentro e prendere maggiore consapevolezza di chi siamo, cosa vogliamo, cosa sogniamo. Imparando a non essere più troppo critici con noi stessi, ma anzi a trattarci con maggiore indulgenza per goderci appieno ogni nuova fase della nostra vita: a qualsiasi età!

 

Se sentiamo però che, per noi o per qualcuno che amiamo, il fattore degli anni che scorrono sta diventando troppo pesante da accettare, è importante non liquidare la questione con un semplicistico ‘Sarà la classica crisi dovuta all’età!’. Il fatto che le candeline da spegnere aumentino non giustifica un disagio e un malessere persistenti. E soprattutto se si avvertono i primi segnali di una depressione latente, è cruciale cercare un intervento di un professionista, sia attraverso il counseling che la psicoterapia.

Proprio a tal proposito, Medici in Famiglia ha disegnato un apposito percorso ambulatoriale che inizia con una visita congiunta Geriatra – Psicologo dedicato agli over 65. Questo approccio, che unisce competenze mediche e psicologiche, permette una valutazione funzionale globale, che tiene conto sia delle eventuali patologie o disabilità, ma anche del tono dell’umore e del nucleo familiare e sociale di supporto. L’obiettivo finale è quello di contribuire ad un reale mantenimento o miglioramento della qualità della vita attraverso le sinergie di un approccio multidisciplinare medico, psicosociale, funzionale ed ambientale.

Medici in Famiglia è una realtà all’avanguardia, che offre visite ed esami in oltre 30 specialità nelle aree di Medicina, Psicologia e Riabilitazione in due centri Polispecialistici a Milano. Il centro è in grado di fornire un supporto specialistico multidisciplinare di altissimo livello a tariffe congrue, perché è un innovativo progetto a forte vocazione sociale.

Questa realtà nasce infatti dalla pluriennale esperienza di PANDA Onlus e si distingue per offrire a tutti prestazioni sanitarie di alta qualità a prezzi accessibili, grazie a professionisti d’eccellenza -provenienti dalle maggiori realtà ospedaliere lombarde- che condividono la Mission del progetto e mettono a disposizione la propria esperienza e competenza per dare Valore alla Salute.

La mission di Medici in Famiglia è erogare prestazioni sanitarie di grande qualità a prezzi calmierati a chi può permetterselo al fine di utilizzare il 100% degli utili dell’attività per offrire visite gratuite a chi si trova in stato di fragilità socio-economica, grazie al Progetto Visita Sospesa. Il Progetto si ispira alla nobile tradizione del caffè sospeso napoletano: si beve un caffè e se ne pagano due, offrendo il secondo a chi non può permetterselo. Con la Visita Sospesa, attraverso una donazione, si dà la possibilità a bambini in comunità, ragazze madri, anziani soli e famiglie in difficoltà, di accedere gratuitamente a cure mediche specialistiche, esami diagnostici, riabilitazione e supporto psicoterapeutico.

Per alcune attività e interventi, la consulenza e il supporto psicologico sono attivi anche a domicilio, facendo risparmiare tempo ed energie alle famiglie, facilitando così l’accesso alla cura e al sostegno. Le persone (e in special modo gli anziani) si muovono nella propria casa con sicurezza e spontaneità: per questo motivo, entrare in relazione in questo contesto attraverso attività domiciliari facilita un rapporto positivo e disteso, ingrediente essenziale per la riuscita del trattamento.

 

BACK TO SCHOOL: L’OUTFIT GIUSTO

Il rientro dopo la pausa estiva è il momento migliore per fare il punto della situazione: eliminare dal guardaroba tutto quello che non va più e valutare gli acquisti da fare per rinnovare l’armadio in vista dell’autunno.
Partendo dal compito più noioso, per selezionare i capi da conservare è necessario porsi poche semplici domande: Quante volte l’ho indossato? Calza comodamente? Mi piaccio davvero guardandomi allo specchio? È ancora in buone condizioni? Vale la pena aggiustarlo? Una sola risposta negativa e… via, fuori dal nostro armadio senza troppi indugi!
Una volta liberato un po’ di spazio, possiamo dedicarci alla parte decisamente più divertente: lo shopping. Per rimanere aggiornate con gli ultimi trend, occorre concentrarsi sulla ricerca di pochi capi passe-partout: che si prestino a più abbinamenti con quello che già abbiamo nel nostro guardaroba e che siano versatili da mattina a sera, in ufficio e nel tempo libero. 
Una volta assicurateci di questo, possiamo sbizzarrirci seguendo le tendenze della stagione.
Le nuove collezioni quest’anno vedono tornare alla ribalta il velluto a coste, il tweed e i capi dal sapore british. Viola e cammello sono gli ultimi colori di punta: ancora meglio se abbinati insieme. Prendono il sopravvento anche le stampe animalier, sia per gli accessori che per il vestiario. Eco-pellicce e cappe sostituiranno piumini e cappotti, meteo permettendo.
Ho creato questo look sfruttando alcuni dei must have del guardaroba autunnale, puntando però su pezzi che durano nel tempo e non sottostanno alle mode del momento. 
IL CAPPELLO
Con le temperature in calo, il cappello a tesa larga, utilissimo anche in caso di pioggia improvvisa, quando non si ha l’ombrello a portata di mano, è la soluzione ideale. Quello scelto è reso più femminile dal dettaglio della fascia a contrasto, arricchita da un bottoncino: chic e raffinato, ha una marcia in più.
I JEANS
Il denim in autunno si rivela fondamentale, perchè salva in moltissime situazioni (pratico quando piove, perfetto quando è troppo tardi per gonne a gambe nude ma troppo presto per indossare collant, ecc). Ne ha selezionato uno in nero, a vita altissima, con cintura coordinata. Questo modello regala subito grande personalità ad ogni outfit, rendendo speciale anche la più semplice delle t-shirt.
GLI ANKLE BOOTS
Estremamente versatili, funzionano alla perfezione praticamente con qualsiasi cosa abbiamo nell’armadio: abiti corti o lunghi, minigonne, skirt alla caviglia, jeans e cropped pants.
Comodo ma trendy, grazie alle fibbie con chiusura laterale, il modello scelto da me rende strong qualsiasi look.
LA CAMICIA
La camicia è un altro pezzo immancabile dal nostro guardaroba autunnale. Che sia a tinta unita, a stampa, rigorosa o a fantasia, il dettaglio importante è che sia di tonalità decisa. Io ne ho scelta una vezzosa, arricchita da laccio al collo, stampata su base prugna: altro colore riscoperto per la stagione autunno-inverno 18/19.
In definitiva, per la nuova stagione, suggerisco un look facile ma d’effetto. Perché, come insegna anche l’indiscussa icona di stile parigina Ines de La Fressange, una bella camicia più un paio di jeans alla caviglia sono perfetti in qualsiasi situazione. Basta saperli abbinare agli accessori giusti, per trasformare un outfit semplice in qualcosa di estremamente glamour o raffinato a seconda dell’ esigenza.
Total Look Kiabi

SETTEMBRE: TEMPO DI VENDEMMIA

Sarà stato il paesaggio mozzafiato, sarà stato il cielo nuvoloso che si è aperto all’improvviso tutto per noi, sarà stato il calore regalatoci così spontaneamente da persone appena conosciute, sarà stato io sorriso di mi figlio ancora più luminoso del solito, sarà stato il vino ghiacciato al punto giusto, sarà stato il potersi sporcare mani e piedi come facevo da bambina. Sarà stata la semplicità è la genuinità di tutto ciò che avevo intorno: cibo, luoghi e soprattutto persone.

Sarà stato per tutto questo e molto altro, che la mia giornata fra i vigneti della famiglia Marenco, a Strevi, nell’alto Monferrato, è stata veramente speciale.

E preferisco lasciar parlare le foto.

Location Marenco Vini

Denim Jumpsuit Kiabi

Bag Marysal Shop

BAMBINI E PSICOLOGIA: QUANDO CHIEDERE AIUTO, SENZA PAURA

Alla fine, settembre è arrivato e con lui anche un momento decisamente speciale che aspettavo con emozione: l’inizio della prima elementare -come dice mio figlio: la scuola quella vera!!- per Arturo. Insomma, è iniziata una nuova avventura: a cui guardiamo con curiosità e qualche piccolo timore.

Perché, oltre che entusiasmante, l’inserimento nella scuola primaria può rivelarsi stressante. Per i bambini, che devono affrontare un importante ‘passaggio’, e anche per noi genitori, che dobbiamo fare i conti con le nostre ansie, stando attenti che non si riflettano sugli atteggiamenti dei nostri figli.

Non sono un’esperta, ma sono certa che in una fase tanto delicata sia fondamentale mantenere un dialogo aperto e sereno tra bambini, genitori e insegnanti. Per affrontare qualsiasi problematica dovesse presentarsi nel miglior modo e nel minor tempo possibile.

E proprio perché non sono un’esperta in materia, penso che se dubbi e insicurezze prendono il sopravvento, in certi casi potrebbe risultare produttivo pensare anche ad un confronto con uno psicoterapeuta dell’età evolutiva.

Senza spaventarsi, ma anzi affrontando il tutto semplicemente come un modo per chiarire e comprendere più nel dettaglio cosa sta passando il bimbo (e noi con lui) in questo momento specifico della sua vita, vivendo lo psicologo come una figura di riferimento al pari del pediatra.

Quando si sente il bisogno o viene suggerito un percorso di psicoterapia, Medici in Famiglia può offrire un aiuto personalizzato di qualità (zero tempi di attesa, scelta dello specialista, rapporto personale medico-paziente, continuità nel percorso terapeutico), in molteplici ambiti di intervento, grazie a diversi professionisti e approcci terapeutici.

Medici in Famiglia è una realtà all’avanguardia, che offre visite ed esami in oltre 30 specialità nelle aree di Medicina, Psicologia e Riabilitazione in due centri Polispecialistici a Milano.

Fornisce così in un unico luogo, attraverso la collaborazione di psicologi, medici e riabilitatoti, a tariffe accessibili, anche un supporto specialistico multidisciplinare di Psicoterapeuti dell’Età Evolutiva ed Educatori Professionali per il trattamento e la terapia di difficoltà affettive, comportamentali e di relazione come: difficoltà di apprendimento, deficit dell’attenzione ed iperattività, difficoltà scolastiche e didattiche, autismo, disabilità neurologiche e intellettive, disturbi d’ansia, disturbi dell’umore, disturbi del comportamento alimentare, disturbi di personalità, disturbi generalizzati dello sviluppo.

Per alcune attività e interventi, la consulenza e il supporto psicologico sono attivi anche a domicilio e via Skype, facendo risparmiare tempo ed energie alle famiglie, facilitando così l’accesso alla cura e al sostegno. Le persone (e in special modo i bambini) si muovono nella propria casa con sicurezza e spontaneità: per questo motivo, entrare in relazione in questo contesto attraverso attività domiciliari facilita un rapporto positivo e disteso, ingrediente essenziale per la riuscita del trattamento.

Il Servizio di Psicologia ha attivi numerosi progetti speciali, partnership e convenzioni con scuole, ospedali, ambulatori pubblici e privati, medici e pediatri di base, associazioni pazienti, esercizi commerciali e aziende, perché Medici in Famiglia è un innovativo progetto a fortissima vocazione sociale.

Medici in Famiglia infatti nasce dalla pluriennale esperienza di PANDA Onlus e si distingue per offrire a tutti prestazioni sanitarie di alta qualità a prezzi accessibili, grazie a professionisti d’eccellenza -provenienti dalle maggiori realtà ospedaliere lombarde- che condividono la Mission del progetto e mettono a disposizione la propria esperienza e competenza per dare Valore alla Salute.

La mission di Medici in Famiglia è erogare prestazioni sanitarie di grande qualità a prezzi calmierati a chi può permetterselo al fine di utilizzare il 100% degli utili dell’attività per offrire visite gratuite a chi si trova in stato di fragilità socio-economica, grazie al Progetto Visita Sospesa.

Il Progetto si ispira alla nobile tradizione del caffè sospeso napoletano: si beve un caffè e se ne pagano due, offrendo il secondo a chi non può permetterselo.

Con la Visita Sospesa, attraverso una donazione, si dà la possibilità a bambini in comunità, ragazze madri, singoli e famiglie in difficoltà, di accedere gratuitamente a cure mediche specialistiche, esami diagnostici, riabilitazione e supporto psicoterapeutico.

Praticamente un modo per fare del bene a noi stessi, facendone contemporaneamente agli altri: ad oggi, attraverso questa formula si sono erogare 1689 prestazioni gratuite, aiutando nel 70% dei casi pazienti di età compresa tra i 5 e i 16 anni.