MANGIARE BENE PER VOLERCI BENE

Si dice che ‘siamo quello che mangiamo’, e che il nostro benessere deriva fondamentalmente da ciò di cui ci nutriamo. Ecco perchè un’alimentazione corretta diventa indispensabile per la nostra salute e per una buona qualità di vita.

 

Ma cosa significa davvero adottare uno stile alimentare sano? Quali materie prime dobbiamo prediligere e quali evitare? Il cibo biologico è davvero più genuino di quello industriale? Quanto è pericolosa una ‘dieta fai da te’? 

A queste e molte altre domande ha risposto il Dottor Riccardo Madoi, Nutrizionista MIF, specialista del centro Medici in Famiglia.

 

 

1. Quale è, esattamente, la differenza tra un Dietologo e un Nutrizionista?

Su questo tema spesso si rischia di far confusione per l’uso non sempre adeguato del termine “nutrizionista”, che assume talvolta l’accezione più vaga di “esperto in nutrizione”.

Nell’attuale legislazione italiana le figure professionali in grado di trattare l’alimentazione dell’individuo sono 3: Dietologo, Biologo Nutrizionista, Dietista.

Sono considerate tutte e tre professioni sanitarie ma si distinguono per percorso e formazione.

Il Dietologo è un Medico che ha scelto come scuola di specializzazione “scienze dell’alimentazione”.

“Nutrizionista biologo”, è un biologo con laurea magistrale, iscritto all’ordine nazionale, che ha scelto il ramo nutrizionale come ambito professionale.

La Dietistica, infine, è un corso di laurea del ramo medico ed il titolo si ottiene a seguito di almeno una laurea breve (3 anni).

 

2. Oltre a chi ha problemi di sovrappeso, chi dovrebbe rivolgersi ad un Nutrizionista? Quali sono i problemi più frequenti?

Il calo ponderale è solo uno dei tantissimi motivi per i quali i pazienti possono scegliere (saggiamente) di rivolgersi ad uno specialista del settore.

La nutrizione è una disciplina nata in tempi relativamente recenti e più viene studiata tanto più emergono i profondi legami che ha con la salute umana (nel bene e nel male).

Ecco alcuni archetipi di persone che potrebbero essere interessate a rivolgersi all’esperto:

-Persone in normopeso con alimentazione “da ottimizzare”

-Persone in sottopeso

-Atleti

-Persone affette da intolleranze alimentari o allergie

-Persone affette da sindrome metabolica

-Persone affette da malattie croniche infiammatorie dell’apparato gastroenterico

-Donne in gravidanza

-Neomamme che vogliono sapere di più sull’alimentazione della prima infanzia

-Mamme o papà che vogliono comprendere come meglio alimentare correttamente i propri figli

-Persone con disturbi del comportamento alimentare (ad esempio Anoressia Nervosa, Bulimia, Binge-eating disorder)

-Persone vegetariane o vegane

-Chiunque desideri o necessiti di educazione alimentare

 

3. A che fascia di età appartengono i pazienti che si presentano in studio? I dati confermano un effettivo aumento dell’obesità nell’età infantile e adolescenziale?

L’età media dei pazienti che si presentano presso Medici in Famiglia per visite nutrizionali è pari a 40 anni. Il trend di aumento della prevalenza di obesità nei bambini e negli adolescenti si attesta attorno al 15-20%.

 

4. Quanto è importante una dieta personalizzata? Viene prescritta in base a quali dati? Esistono diete mirate al perdere peso solo in determinate parti del corpo?

Nell’ottica di offrire un servizio di qualità, a mio parere, la dieta proposta da un ambulatorio che eroga una visita individuale dovrebbe sempre essere almeno in parte personalizzata per il paziente.Per compilarla è necessario indagare l’anamnesi del paziente, calcolare il fabbisogno energetico, valutare le abitudini, lo stile di vita e gli obiettivi, la praticabilità della dieta da prescrivere, così come i gusti e le preferenze. Allo stesso modo, eventuali sensibilità specifiche ad alimenti particolari. È fondamentale anche individuare eventuali carenze di micronutrienti.Proporre una “dieta mirata” non ha senso dal punto di vista scientifico. Può avere semmai una certa valenza associare alla dieta un’adeguata attività fisica specifica, compito, naturalmente, di un diverso specialista.

 

5. Perché è importante non affidarsi a diete ‘fai da te’?

Nei casi peggiori le diete “fai da te” sono il frutto di una mal assortita accozzaglia di indicazioni legate alla nutrizione che non hanno perlopiù fondamento scientifico.

Si va dall’insieme di notizie lette su internet cliccando su link del tipo “10 modi per perdere peso mangiando solo insalata” o “l’ananas brucia i grassi” ad informazioni da pianerottolo sui benefici di un alimento o un altro, spesso seguendo la moda del momento.

Tutti parlano di alimentazione perché più o meno tutti cucinano e tutti certamente si alimentano ma c’è una bella differenza, trovo, tra l’essere bravi in cucina e conoscere a fondo il tema della nutrizione umana.

Purtroppo, inoltre, riuscire a distinguere qualcosa di valido da qualcosa di campato per aria non risulta semplice per i “non addetti ai lavori”, nel mare magnum di informazioni nel quale siamo immersi.

Un professionista della nutrizione è in grado (o dovrebbe) di trovare la giusta indicazione contestualizzandola di volta in volta per chi ha davanti.

Ma ha studiato per farlo.

E tanto, di solito.

 

6. Quali sono i nemici della linea e, più in generale, del nostro organismo? E i migliori alleati per una sana alimentazione?

Un grande nemico in cui spesso ci si può imbattere è la disinformazione.

Entrando più nello specifico, si possono citare come “nemici della linea” alimenti quali ad esempio: bevande zuccherate, patatine chips, alcolici e superalcolici, dolci confezionati, ecc.

Alcuni alleati:

– conoscenza dei prodotti, curiosità sul tema alimentazione

– stile di vita non sedentario

– frutta e verdura sempre presenti nella nostra giornata

– acqua in abbondanza

– costanza nelle buone abitudini 

 

7. Come dovrebbe cambiare la nostra alimentazione tra 20/30/40/50 anni?

Se ci fermiamo ad osservare l’alimentazione umana da un punto di vista globale possiamo notare come essa rispecchi la distribuzione delle risorse.

Attualmente si può notare un netto sbilanciamento tra “paesi ricchi” e “paesi poveri”. L’alimentazione umana segue “in scia” la risorsa disponibile.

Per buttare un occhio al futuro è necessario considerare che in questo scenario entrano in gioco anche l’aumento demografico e la lenta ma costante riduzione delle risorse energetiche non rinnovabili e delle risorse idriche.

Se il trend si manterrà invariato, difficilmente potrà essere sostenibile nel futuro non prossimo.

La “western diet” (ricca in prodotti animali, grassi e prodotti raffinati dell’industria alimentare) ha per sua natura un forte impatto ambientale e contribuisce, in ultima istanza, a generare lo squilibrio di risorse menzionato.

La speranza è che alle alternative alimentari a minor impatto ambientale, tra le quali ad esempio prodotti a base vegetale, venga data sempre maggior importanza.

Questo dovrebbe comportare anche un miglioramento per la salute, anche considerato il preoccupante effetto che la “western diet” sta avendo.

 

8. Negli ultimi tempi sembrano essere aumentate intolleranze e allergie alimentari. Come si può spiegare? Come si può intervenire?

Non credo di avere sufficienti conoscenze di immunologia e di epidemiologia per poter rispondere adeguatamente a questa domanda.

Posso tuttavia dire che nel caso di allergie note è necessario, naturalmente, fare molta attenzione agli allergeni presenti negli alimenti.

Per le intolleranze il trattamento è simile e si deve impostare una dieta corretta per il trattamento del disturbo.

 

9. Spesso i prodotti industriali vengono percepiti dannosi rispetto ai prodotti biologici/locali/km0, visti come garanzia di genuinità e qualità. È effettivamente così?

Ragioniamoci un attimo su…

In cosa dovrebbero differenziarsi a livello pratico i prodotti certificati con l’etichetta “Bio” oltre che nel prezzo proposto al consumatore?

Questo è un aspetto non da poco perché il prezzo di un bene, specialmente se è noto, è in grado di generare una forte aspettativa (in positivo o in negativo) sul bene di consumo acquistato: in altre parole “una cosa che costa di più, è migliore per me”, e viceversa.

Questo è un aspetto della questione.

E dal punto di vista nutrizionale? Numerosi sono gli studi pubblicati in letteratura sulla questione.

Di fatto non vi sono differenze nel contenuto di macro e micro-nutrienti tra le due categorie di prodotti. Se ce ne sono, non sono a mio avviso tali da giustificare la scelta del prodotto bio come tale.

È vero anche che il prodotto “bio” si differenzia dal prodotto “non bio” a livello della produzione. Le coltivazioni (così come l’allevamento) bio si basano su tecniche diverse e ad esempio nelle coltivazioni vegetali non sono usati fertilizzanti.

Questo però non rende “il bio” automaticamente migliore scelta salutare.

Diverso è il ragionamento che si può fare sul prodotto locale o “a km zero”.

Se è possibile ridurre l’impatto ambientale che la nostra alimentazione genera allora ben venga un atteggiamento eco-friendly nel fare la spesa! Seguire la stagionalità dei generi alimentari scegliendo prodotti con basso impatto ambientale è di certo una buona abitudine.

 

10. Latte, carne e derivati animali oggi spesso vengono demonizzati. Quanto c’è di vero?

L’ambito si contestualizza facilmente: alimentazione nella prevenzione di malattie oncologiche.

Circa agli alimenti citati la ricerca è tanta, e spesse volte i pareri sono discordanti.

Vorrei limitarmi a riportare i consigli redatti dal WCRF (World Cancer Research Fund) ossia l’ente di riferimento per la prevenzione del cancro.

Il latte non è messo al bando o citato come alimento da limitare. Finora le evidenze sono troppo deboli e non tali da suggerire di eliminare dalla dieta un importante nutriente ricco in proteine energia e vitamine. Nutrire l’infante con il latte materno (che possiede caratteristiche molto diverse dai latti consumati abitualmente) è considerato fattore positivo per la salute ed è consigliato.

Le carni rosse sono da limitare il più possibile e le carni lavorate (come insaccati, salumi, wurstel, ecc.) se assunte, dovrebbero essere consumate solo in piccole quantità.

 

11. La dieta ideale è davvero quella Mediterranea, come si è soliti sentire?

Come accennato in precedenza, per dirla con una metafora, è scorretto pensare che un unico vestito possa calzare bene per chiunque.

Ciò posto, ci sono numerose ed ottime evidenze scientifiche che confermano i positivi effetti sulla salute che la dieta mediterranea comporti.

Le più recenti raccomandazioni promosse dal WHO (World Health Organization) suggeriscono la dieta mediterranea come buona abitudine alimentare.

 

12. Una buona dieta ottiene anche buoni risultati sulla psiche? Quale scelta alimentare ci può aiutare nell’affrontare al meglio il cambio di stagione?

Credo in generale che “prendersi cura di sé stessi” abbia effetti positivi sull’umore. In un percorso dietetico immagino che questo si verifichi soprattutto se vi sia un’impostazione non basata unicamente su restrizioni ma bensì che tenga conto del fabbisogno, dei gusti, e delle abitudini del paziente.

Per il cambio di stagione non c’è una raccomandazione specifica se non quella di provare a seguire per quanto possibile la stagionalità dei prodotti variando di conseguenza anche le ricette.

 

13. Negli ultimi anni ci sono stati dei cambiamenti sul modo di nutrirsi degli italiani. Tenendo presente i ritmi di vita e lavorativi ‘accelerati’, che ci portano a trascorrere molte ore fuori casa, come ci si deve comportare per alimentarci correttamente senza eccessive privazioni?

Tante solo le soluzioni praticabili, oggi.

Chi mangia in ufficio può molto banalmente portarsi da mangiare e risolvere il problema alla radice gestendo interamente il proprio pasto.

Nel caso in cui ci sia una mensa o un catering aziendale, è verosimile che abbia almeno una proposta accettabile per chi è a dieta.

Quando non presenti mensa o catering, o anche in caso di trasferte, spesso ci si deve adattare a trovare un posto dove mangiare con i colleghi.

Negli ultimi anni, tuttavia, l’offerta proposta delle ristorazioni va sempre di più incontro alla crescente domanda del cibo sano, “healthy”, per dirla all’inglese. Questa può essere un’ulteriore soluzione pratica.

Più in generale per chi segue un percorso di dieta è fondamentale essere consapevoli. Premeditare e gestire i pasti con un po’ di anticipo trovo sia importante.

 

 

Il Dottor Madoi riceve presso il centro multispecialistico Medici in Famiglia, una realtà all’avanguardia, che offre visite ed esami in oltre 30 specialità nelle aree di Medicina, Psicologia e Riabilitazione a Milano.

Il centro è in grado di fornire un supporto multidisciplinare di altissimo livello a tariffe congrue, perché è un innovativo progetto a forte vocazione sociale.

 

Questa realtà nasce infatti dalla pluriennale esperienza di PANDA Onlus e si distingue per offrire a tutti prestazioni sanitarie di alta qualità a prezzi accessibili, grazie a professionisti d’eccellenza -provenienti dalle maggiori realtà ospedaliere lombarde- che condividono la Mission del progetto e mettono a disposizione la propria esperienza e competenza per dare Valore alla Salute.

 

La mission di Medici in Famiglia è erogare prestazioni sanitarie di grande qualità a prezzi calmierati a chi può permetterselo al fine di utilizzare il 100% degli utili dell’attività per offrire visite gratuite a chi si trova in stato di fragilità socio-economica, grazie al Progetto Visita Sospesa.

Il Progetto si ispira alla nobile tradizione del caffè sospeso napoletano: si beve un caffè e se ne pagano due, offrendo il secondo a chi non può permetterselo.

Con la Visita Sospesa, attraverso una donazione, si dà la possibilità a bambini in comunità, ragazze madri, anziani soli e famiglie in difficoltà, di accedere gratuitamente a cure mediche specialistiche, esami diagnostici, riabilitazione e supporto psicoterapeutico.

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VELLUTO MANIA

 

 

Se mi dicono ‘autunno’, mi vengono subito in mente le mille sfumature di rosso e giallo di cui si tingono le foglie. Penso alle scorpacciate di castagne, a una tazza gigante di cioccolata con panna e cannella, ai calzettoni di cachemire e ovviamente… al velluto. Caldo, morbido, comodo e al tempo stesso così chic!

 

E la moda autunno/inverno di quest’anno mi viene decisamente incontro, perché questo tessuto è uno dei grandi trend della stagione.

Sinonimo di lusso da sempre, oggi viene reinterpretato finalmente anche in capi più quotidiani: partendo da gonne e pantaloni, passando per giacche e capi spalla, per arrivare fino a scarpe, borse e accessori vari, il velluto la fa da padrone sulle passerelle e per le strade.

 

È il pantalone in corduroy il must che non può assolutamente mancare nel nostro guardaroba autunnale: liscio, a coste (macro o millerighe), dévoré, a vita alta, nei modelli più casual e sportivi o in versione tailleur non conta… l’importante è possederne un paio come ogni vera fashion addicted che si rispetti.

 

I pantaloni di velluto a costine, perfetti day&night, sono estremamente versatili e diventano la soluzione a qualsiasi dubbio: per outfit da ufficio, per il tempo libero o per una occasione particolare. Ci permettono il massimo confort, proteggono dal freddo invernale (nota fondamentale per le più freddolose) e al tempo stesso rendono elegante e di classe qualsiasi fisicità.

Ideali di giorno abbinati ad una camicia in denim o ad un maxi pull col collo ad anello, tonchetti dal tacco largo e shopping bagcapiente.

Decisamente raffinati la sera indossati con una blusa in seta o un top dalla scollatura importante, tacchi a stiletto e clutch gioiello.

 

Io ho optato per il bianco: lo trovo un colore tremendamente chic da sfoggiare in inverno. Ed è facilmente abbinabile a qualsiasi altra tonalità si abbia nell’armadio. 

Il taglio maschile mi fa sentire comoda e a mio agio e mi permette di indossare i tacchi anche di giorno, senza rischiare di essere fuori luogo.

Un pull giallo con un particolare insolito sul retro, uno stivaletto arricchito da piccole borchie riprese anche sulla cintura (sono queste attenzioni per i dettagli che rendono indimenticabili i nostri outfit!) e un basco alla francese: ecco il look perfetto per affrontare una giornata in università, una passeggiata romantica sul lago, un aperitivo dell’ultimo minuto con le amiche, un pranzo in famiglia. 

Grazie al velluto, insomma, sono cozy e trendy al punto giusto… sempre!

Total look Kiabi